Ecco una notizia a dir poco curiosa. In occasione della partenza del Giro d’Italia 2019 da Bologna, lo sabato scorso, l’ufficio sport della diocesi della città ha prodotto in mille esemplari un vero e proprio “rosario del ciclista”. Al posto dei tradizionali grani, i perni che, a due a due, tengono insieme le cinque parti («maglie») di metallo.
Al vertice, una medaglia a ricordare il profilo della Basilica di San Luca, punto d’arrivo della prima tappa del Giro e luogo tra i più cari ai bolognesi, devoti alla Madonna col Bambino da quando, secondo la tradizione, pose fine nel 1433 a una continua stagione di piogge che stavano ormai minacciando i raccolti.
Il “rosario del ciclista” è frutto di una - geniale - idea del 47enne don Massimo Vacchetti, che dell’Ufficio sport della diocesi di Bologna è il responsabile: «Il Rosario è una preghiera, e la preghiera costa fatica – c’è scritto – . È un po’ come una scalata. Ave Maria dopo Ave Maria, una pedalata dopo l’altra. Una ripetizione necessaria che qualche volta ci fa arrancare. Chi arriva in fondo però gode perché non ha solo portato a compimento un viaggio, ma lungo il percorso ha visto, con gli occhi, il Mistero di Cristo». E se la medaglia ricorda appunto la Basilica, le piccole arcate delle cinque parti di metallo richiamano i portici, associati da tradizione «al serpente della Genesi la cui testa è schiacciata dalla Madre che vince il male». Portici che uniscono il centro della città all’arco del Meloncello, e da lì, in una salita breve (due chilometri) ma ripida, arrivano fino alla basilica.
La produzione del rosario è stata più faticosa del previsto, spiega don Massimo. Ma forse, più che un limite, i piccoli difetti di lavorazione avvicinano ancora di più il “rosario del ciclista” alla vita del cristiano e alla fatica di chi pedala in salita.
Cento li ha già voluti la sezione bolognese dell’Uci, la federazione del ciclismo, altri verranno acquistati da campioni e appassionati di questo bellissimo sport. Uno è stato regalato, giovedì scorso, a Faustino Coppi (figlio dell’indimenticabile campione), arrivato in città per visitare la mostra fotografica Fausto Coppi.
Che dire...una idea originale e realizzata per un buon fine.
